Storia
Cultivar tipico del Lazio, citato già nel 1834 da Giuseppe Gioachino Belli. Famoso per la geometria frattale dei suoi torsoli a spirale.
Descrizione
Infiorescenza a forma piramidale, verde chiaro, composta da torsoli più piccoli disposti in spirale logaritmica. Sapore dolce e delicato, più digeribile del cavolfiore classico.
Conservazione dei semi
Biennale, lasciare le piante in posto. Incrocio facile con altri cavoli: isolamento o copertura essenziale. Essiccare le silique e battere.